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Lungro
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top
mwhqLungro (mwhgUngra in mwhwmwiaarbëreshcite-ref-4[4]) è un mwjqcomune italiano di mwjg2 040 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwkwprovincia di Cosenza in mwlaCalabria.
Sito a 600 metri s.l.m. e posto a nord-ovest del mwlgcapoluogo della omonima provincia, nel mwlwmedioevo era già noto come casale "mwmaLungrum" e, nel mwmqXV secolo, fu terra di approdo per gli esuli dall'mwmgAlbania in fuga dai mwmwturco-ottomani.
Tra i maggiori centri della comunità albanese d’Italia (mwnqmwngarbëreshe), è la capitale religiosa degli italo-albanesi continentali, sede dell'mwnwEparchia bizantina, che raccoglie sotto la propria giurisdizione tutte le comunità albanesi d'Italia continentale che hanno conservato il mwoarito bizantino. L'antica lingua albanese (mwoqmwogarbërishtja), i riti religiosi orientali e i tipici costumi della cultura d'origine sono tramandati e conservati gelosamente dai suoi abitanti.
Contents
• Storia
• Simboli
• Cappelle
• Società
• Cultura
• Scuole
• Musei
• Media
• Costume
• Cucina
• Eventi
• Economia
• Rüeping
• Sport
• Note
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Geografia fisica
Territorio
L'abitato è situato alle falde del monte Petrosa a 600 metri s.l.m. ed è fiancheggiato da due fiumi: il Galatro (o Fiumicello) e il mwqwTiro. Il mwraMar Ionio dista poco più di 40mwrq km raggiungibili attraverso la mwrgSS 534 e la mwrwSS 106. Confina ad est con il territorio del comune di mwsaSaracena, a sud e sud-ovest con quelli di mwsqFirmo e mwsgAltomonte (il torrente Fiumicello delinea il confine), a nord-ovest con il territorio di mwswAcquaformosa e sulle zone montuose all'interno del mwtaParco nazionale del Pollino, rispettivamente a nord-ovest e nord, con mwtqSan Donato di Ninea, mwtgOrsomarso e mwtwVerbicaro. L'ambiente è prevalentemente montano nella parte settentrionale, con boschi di faggio e castagno, mentre scendendo verso sud, ad una minore altitudine, vi si trovano oliveti, vigneti e colture miste a rotazione. Il paese apre un'ampia veduta che si estende sino alla mwuapiana di Sibari, ed è circondato da campi coltivati, a parte il lato a monte ove è presente vegetazione spontanea che anticipa le amenità floreali e faunistiche. È uno dei comuni in cui è presente il mwuqPino Loricato. Dal punto di vista idrologico Lungro è un paese ricco di mwugacqua (Lungro, mwuwUngros in greco, significa umido) con le sue numerose sorgenti di acqua ed il suo mwvatorrente Tiro che non va mai in secca. Negli anni '30 il servizio idrografico nazionale registrava circa 40 sorgenti, alcune delle quali perse; tra le restanti vi sono: le sorgenti mwvqBuldano che alimentano l'acquedotto comunale ed hanno una portata di oltre 20 l/s, sorgente mwvgKreres in zona Mumurro, una sorgente sita in contrada mwvwScornavacca, che sgorga acqua con una elevata presenza di sale ed altre piccole sorgenti. Una menzione va fatta per le sorgenti mwwaVenaglie, nel comune di mwwqSaracena, ma al confine con mwwgLungro, che nascono dal monte mwwwCernistaso ed hanno una portata di oltre 50 l/scite-ref-5[5]. Queste, captate dall'azienda So.Ri.Cal. alimentano gli acquedotti dei comuni di mwyqFirmo, Altomonte, Zoccalia (frazione di mwygSaracena), mwywTarsia, mwzaSan Lorenzo del Vallo, mwzqTerranova da Sibari e mwzgSpezzano Albanese.
Il clima è prevalentemente caldo nella stagione estiva e temperato nel periodo invernale. La temperatura media annua è tra i 14° e i 16° mwaqgradi, mentre le precipitazioni medie si attestano tra i 1200 e i 1400 mwagmm annuicite-ref-6[6]. Il paese fa parte della mwbwzona climatica D con circa 2010 mwcagradi giorno. Non mancano, tra i mesi di gennaio e febbraio, precipitazioni nevose principalmente nelle zone alte del paese.
Impianto urbanistico
Completamente diversa dal primo borgo medioevale le cui case davano su strade parallele con qualche strada trasversale per il passaggio (simile all'accampamento romano), la struttura architettonica del paese mweaarbëreshë è per lo più a forma circolare. Infatti gli edifici venivano costruiti attorno ad una piazzetta a forma circolare. Tutte le aperture principali danno su una piazzetta. Ogni agglomerato di case costituisce una mweqgjitonia il cui nome deriva da elementi presenti nel territorio: mwegKastjeli (presenza di un castello), mwewBregu (zona più alta dell'abitato, 780 mwfam.s.l.m.), mwfqKonxa (Icona - Presenza della Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli con l'icona della Madonna), mwfgShin Lliri (Presenza della chiesa di Sant'Elia, mwfwKriqi (presenza di un crocefisso), mwgaAbati (presenza, un tempo, dell'Abbazia di S. Maria delle Fonti), mwgqBurgu (il primo borgo medievale), mwggTaverna (il corso principale)mwgw, Quenga (la piazza del "commercio")mwha, Sheshi (in piazza XVI Luglio).
Tra le strette vie del centro storico, le tipologie architettoniche sono distinte per mwhgmwhwgjitonia, ossia vicinato in albanese, le porte del borgo medioevale e gli antichi palazzi signorili. La mwiamwiqgjitonia è un settore del rione, ha rappresentato e rappresenta tuttora, anche se in maniera più limitata essendosi il centro storico svuotato a seguito dello sviluppo edilizio che ha spostato gran parte degli abitanti verso zone nuove e con caratteristiche cittadine, un vero e proprio nucleo sociale con regole proprie. Qui si possono percorrere itinerari suggestivi storici per riscoprire gli ambienti e le vicende di un popolo che ha mantenuto la propria identità, esaltando la propria diversità etnica e culturale.
Il paese conserva emergenze architettoniche religiose e civili, nonché poche altre strutture industriali ridotte ad archeologia. Forti sono ancora le espressività riconducibili alla “protezione” simbolica, in particolare le edicole votive come quelle di San Leonardo e Sant'Elia, sulle omonime strade. Le due piazze principali sono piazza mwkaGiuseppe Garibaldi, famosa per il mercato ortofrutticolo, e piazza mwkqAgostino Casini (dov'è stato collocato il busto di mwkgScanderbeg) dalla quale si snoda la più imponente via del paese, corso mwkwGiorgio Castriota Scanderbeg (si estende lungo la ex mwlaSS105, ora mwlqSP263) dove esistono due ville comunali poste l'una di fronte all'altra. Il paese è dislocato in declivio, presentando un'articolazione compatta ma irregolare nell'aggregazione delle singole unità, alquanto preservate nella destinazione d'uso, nei caratteri architettonici e nell'uso dei materiali.
Origini del nome
Il nome mwmaLungrum appare per la prima volta nella storia, intorno al mwmqXII secolo.cite-ref-galanti-7-0[7] L'etimo mwngLungrum o mwnwUgrium sembra riferirsi alla particolare umidità del suo territorio.cite-ref-8[8] Secondo Domenico De Marchis, il suo nome deriva dal greco mwpaugros ("umido", "fluido", "acqua").cite-ref-9[9] Tale teoria sarebbe avvalorata anche dal nome dell'antico monastero del casale di Lungro, "Santa Maria delle Fonti".cite-ref-galanti-7-1[7]
Storia
Il nome Lungrum appare per la prima volta nella storia, intorno al XII secolo.cite-ref-galanti-7-2[7] Nel 1193, Ogerio (o Ruggero) e Basilia, feudatari Brahalla (antico nome di Altomonte), con il beneplacito di Soffrido, mwuqvescovo di Cassano, concessero il territorio antistante la chiesetta di Santa Maria de Fontibus nei pressi del casale di mwugLungrum (anche mwuwHungarium) ai monaci basiliani «mwvatotum casale […] Lungrum, cum omnibus vassallis, angariis, & villani qui sunti ibi»cite-ref-11[11].cite-ref-12[12]
Attorno al monastero si sviluppò un piccolo agglomerato rurale abitato da gente autoctona.cite-ref-13[13] Dopo il dissolvimento del Regno dei mwygNormanni (1194) e sotto il dominio degli mwywSvevi (1266), l'abbazia e il casale di mwzaLungrum attraversarono un lungo periodo di crisi e le cose peggiorarono ulteriormente con il dominio degli mwzqAngioini (1266-1442) prima, degli mwzgAragonesi poi (1442-1495).cite-ref-14[14]
Ciò continuò sino a quando, nel 1486, Paolo Porta (o della Porta), abate dell’Abbazia di Santa Maria delle Fonti, accolse 17 famiglie mw1aAlbanesi che si stabilirono intorno al monastero basiliano; i nomi dei capo-famiglia erano i seguenti: Straticò, Mattanò, Jerojanni, Cagliolo, Belluscio, Prevati (oggi Loprete) Baccaro (oggi Vaccaro), Musacchio, Brescia, Damisi, Manisi, Marco, Cortese, Tripoli, Cucco (oggi Cucci), Bavasso, Matranga (oggi Matrangolo).cite-ref-15[15]
Nel 1531, Lungrum, casale di Altomonte, venne scorporato per essere infeudato ai Venato che lo tennero sino al 1586, quando passò ai Campilongo (o Campolongo); nel 1621 passò ai Pescara e, infine, nel 1717 passò ai mw4gSanseverino, Principi di mw4wBisignano e conti di mw5aSaponara.cite-ref-comune-17-0[17]
Nel 1532, nel casale di Lungrum si contarono 77 fuochi, mentre nel 1545 i fuochi erano 149, ma non tutti erano albanesi; infatti tra i cognomi censiti, troviamo sia cognomi italiani che albanesi; questi erano: Baccaro, Bavasso, Bellezze (Bellizzi), Belluscio, Burrelce, Conte, Cortese, Crisius, Cucchio, Cucchia, Danese (Damese, Damis), De Alfano, Da Falogna, De lo Prevete (Del Prete), De Marco, Dorise, Dorosi (Dorsa), Ferraro, Freca, Fresciva, Gramise, Greco, Lecchadita, (Leccaditi), Marso, Marzo, Matino, Iroianni (Irianni), Mosacchio, Russo, Saxus, Solanus, Stratico.cite-ref-18[18]
Gli albanesi ridiedero vita al piccolo insediamento rurale, ponendo la lingua, i costumi, le tradizioni e le mw7wcredenze religiose del paese di origine. Furono abili allevatori e contadini e in breve tempo diedero una nuova configurazione urbana al centro abitato. Il rapido proliferare delle famiglie albanesi consentì al casale di acquisire nel 1546 il titolo di "mw8aUniversitas", con il quale si riconosceva agli abitanti il diritto di creare nel suo seno un'amministrazione cittadina.cite-ref-comune-17-1[17]
Nel 1576, l'abate commendatario Camillo Venati riconfermò agli albanesi i capitoli, immunità e grazie concessi loro già nel 1508.cite-ref-19[19]
Nella seconda metà del mw-wXVII secolo e durante il mw-aXVIII secolo, si intensificarono gli scontri tra le famiglie baronali dei Sanseverino di Altomonte ed i Pescara di Saracena. A Lungro si verificarono numerosi scontri politici per l'acquisizione di alcuni diritti baronali su feudi precedentemente contesi. Nel corso degli anni si intensificarono i secolari contrasti religiosi tra il rito greco-bizantino degli albanesi e il rito latino delle popolazioni confinanti. Numerosi preti albanesi subirono il carcere a causa della pratica del rito orientale, ma i lungresi, si strinsero intorno a loro e, lottando con tenacia, riuscirono a conservare la propria identità religiosa. Dal mw-q1768 gli albanesi di Lungro tenacemente intrapresero la difesa del proprio. Per secoli, grazie anche all'opera della Chiesa bizantina, hanno continuato a mantenere il proprio rito come elemento della propria identità. Così si definì religione cattolica perché unita a Roma, e greco-bizantina per l'unione con l'Oriente e il credo bizantino nella liturgia e teologia spirituale.
Secondo l'ordinamento amministrativo disposto dal mw-wGenerale Championnet nel 1799, Lungro fu assegnato al Cantone di Castrovillari, Dipartimento del Crati. Nel 1807 fu fatto sede di Governo, mentre nel 1811 venne posto nella Giurisdizione di Altomonte. Nel 1820 veniva dichiarato Capoluogo di Circondario al posto di Altomonte.cite-ref-comune-17-2[17]
Risorgimento Lungrese
A Lungro già nel mwaqy1820 per reprimere gravi “misfatti” compiuti contro il governo borbonico ad atto di alcuni movimenti irredentisti la polizia a mandò un giudice istruttore quindi nel giugno del mwaqc1820 a Lungro era attiva la mwaqgCarboneria la era sempre più frequentata, anche se, dovettero passare parecchi anni, prima di registrare altre rivolte. Un'insurrezione contro i mwaqkborboni, si compì a mwaqoCosenza nel marzo del mwaqs1844. Essa vide la partecipazione di molti mwaqwarbëreshë, tra i quali i lungresi Pasquale Cucci e i fratelli Angelo e mwaq0Domenico Damis. La rivolta venne sedata in modo duro ma i lungresi continuarono la loro attività: il mwaq42 giugno mwaq81848, parteciparono all'insurrezione di mwaraCosenza, dove si costituì un governo dove venne nominato capitano il lungrese mwareDomenico Damis. L'offensiva di mwariFerdinando II continuò con l’avanzata delle truppe del generale Busacca che sbarcava a mwarmSapri con 2500 uomini. Il mwarq14 giugno Domenico Mauro giunse a Lungro e con Vincenzo Stratigò, mwaruDomenico Damis, Pietro Irianni, mwaryPier Giuseppe Samengo ed altri 200 volontari lungresi raggiunse mwarcCampotenese il mwarg15 giugno. Intanto dalla Sicilia comandato dal generale Ribotti, arrivava a mwarkCosenza un contingente di 800 uomini. Il mwaro27 giugno il Busacca sferrò un attacco alla compagnia di Giuseppe Pace (arbëresh di mwarsFrascineto) che, assistito dagli uomini di Stratigò e di Damis, riuscì ad ottenere una strepitosa vittoria costringendo il nemico alla ritirata. Di li a poco, le truppe borboniche, prepararono l’offensiva con la marcia del generale Lanza che dalla Basilicata stava per congiungersi al Busacca presso mwarwCastrovillari. I lungresi per spezzarne l'offensiva vollero tendere un agguato in un punto strategico: sul ponte del fiume Cornuto. Il compito venne assunto dai mwar0salinari lungresi, esperti guastatori, che in poco tempo riuscirono a far saltare il ponte, ma il mwar430 giugno il generale Lanza riuscì a raggiungere mwar8Campotenese. Le cinque compagnie, comandate rispettivamente da Stratigò, Damis, Mauro, Baratta e Pace, avendo scoperto dell’alto tradimento del generale Ribotti, si lanciarono disperatamente contro il nemico. Fu una lotta impari poiché gli mwasaarbëreshë erano numericamente inferiori e provati dalle battaglie precedenti e quindi furono duramente sconfitti e costretti a ritirarsi. Così Lanza occupò mwaseCampotenese e si ricongiunse al Busacca nei pressi mwasiCastrovillari. Il mwasm1º luglio Stratigò e Damis insieme a Mauro scesero a Lungro dove sciolsero le compagnie; ciò nonostante, una sessantina di loro, tra cui molti lungresi, nella speranza di riaccendere la rivolta, si diressero verso il mwasqCilento ma vennero subito bloccati dalle truppe borboniche. Per i misfatti del ’48 molti mwasuarbëreshë e molti lungresi furono incarcerati, relegati al domicilio coatto o espulsi dalla mwasyminiera di salgemma. mwascDomenico Damis venne condotto nelle carceri di Procida e condannato a 25 anni di ferri, ridotti poi a 18. Angelo Damis fu costretto al domicilio obbligato presso la propria abitazione. Vincenzo Stratigò venne mandato al domicilio coatto. Pier Giuseppe Samengo fu arrestato, ma subitamente scarcerato per mancanza di prove. Pasquale Cucci fu costretto alla latitanza. mwasgFerdinando II faceva chiudere per un biennio (mwask1848-mwaso1850) anche il Collegio di mwassSan Demetrio Corone (definito dal Re «covo di vipere», perché considerato il luogo da dove partivano e si attuavano tutti gli atti di cospirazione contro il suo governo). A Lungro, il mwasw16 luglio mwas01859, Vincenzo Stratigò, latitante ricercato dalla polizia borbonica, esaltando i successi delle truppe franco-piemontesi nelle battaglie di Palestro e San Martino, incitò i lungresi alla rivolta contro tiranno e riunì la popolazione nella piazza antistante la propria abitazione. Ancora una volta, però, la rivolta venne violentemente sedata e molte persone tradotte nelle carceri di Lungro e mwas4Cosenza. Così recita un articolo in prima pagina del Giornale del mwas8Regno delle Due Sicilie, n 156, del mwata19 luglio mwate1859 (mwatiArchivio famiglia Stratigò): «Il 16 del corrente mese nelle ore pomeridiane, pochi forsennati del comune di Lungro cominciarono a percorrere l’abitato con grida sediziose incitando quella gente a fare altrettanto. Fra essi un Vincenzo Stratigò si diè ad arringare la popolazione, ed alcuni suoi complici si condussero al vicino comune di mwatmFirmo con lo stesso reo intento, ma fu vano il loro tentativo venendo assai male accolti da quegli abitanti. L'ordine fu ristabilito immediatamente all’arrivo del Sottointendente del Distretto e dalla forza di pochi gendarmi. Otto dei principali colpevoli sono già in prigione.» Il 6 maggio 1860 mwatqDomenico Damis partì con i mwatuMille da mwatyGenova alla volta di mwatcMarsala. Dalla mwatgSicilia avvisò i patrioti lungresi di prepararsi a seguire mwatkGaribaldi verso mwatoNapoli. Alla notizia del suo arrivo ben 500 volontari partirono dalla sola Lungro. Così Angelo Damis, capo legionario della zona, organizzò cinque compagnie guidate da altrettanti illustri lungresi come Vincenzo Stratigò, Cesare Martino, Pietro Irianni, Pasquale Trifilio e Pier Giuseppe Samengo. Il 2 settembre, sotto una pioggia di fiori, Garibaldi arrivò a mwatsCastrovillari; insieme a lui Domenico Damis che prese il comando delle compagnie lungresi. Alla legione di Lungro si unirono quelle di mwatwFrascineto e Civita, costituendo così una brigata sotto il comando di Giuseppe Pace. Il 1 ed il 2 ottobre le mwat8truppe borboniche opposero una residua resistenza ai nostri. Nella battaglia del Volturno i lungresi combatterono valorosamente ottenendo una splendida vittoriacite-ref-20[20]. Tutt'oggi a Lungro parte della toponomastica è dedicata alle vicende mwauqRisorgimentali: tra le più famose vie e piazze vi sono Via dei mwauuMille, via dei 500, Piazza XVI Luglio e Piazza Generale mwauyDamis.
Gli internati liberi a Lungro
Nel periodo che intercorre tra il mwauk1940 ed il mwauo1943 a Lungro, a seguito della promulgazione delle mwausleggi razziali, furono deportati come "internati liberi" circa venti mwau0profughi ebrei, giunti in Italia dalla Polonia e dalla Germania, ed una dozzina di mwau4deportati politici. Gli "internati liberi" strinsero amicizia con i residenti del luogo: un internato medico cominciò a visitare alcuni malati, un giovane internato seguì gratuitamente delle lezioni private (poiché i figli di internati non potevano andare a scuola) presso un professore del posto e, caso particolare di integrazione, un internato al termine del confinò sposò una donna lungresecite-ref-21[21]cite-ref-22[22]. Tutti gli internati sopravvissero fino alla Liberazione e all'arrivo dell'esercito alleato nel settembre 1943, ad eccezione di un profugo (Emilio Haimann) deceduto a Lungro per cause naturali il 17 aprile 1941.cite-ref-23[23]
Incidente aereo di Santa Maria del Monte
Il mwav425 marzo mwav81982 muore all'età di 24 anni il mwawatenente Giovanni Pinto del mwawe32º Stormo, schiantatosi a bordo di un mwawiFiat G.91 sui monti tra mwawmAcquaformosa e Lungro, precisamente in località mwawqSanta Maria del Monte. Un pastore aveva avvistato in quel giorno verso le ore 13 una "fiammata in cielo" ma solo il giorno dopo, salendo sui monti a pascolare il gregge, trovò i resti del velivolo. Tra le ipotesi dell'incidente la più accreditata è la presenza di fitti banchi di nebbia. In suo ricordo è stato eretto un mwawutrullo nella località dello schianto.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone sono stati riconosciuti con DCG del 29 luglio 1933.cite-ref-24[24]
«Gonfalone a fondo azzurro e bordato d'argento, nella parte superiore riporta la dizione "Comune di Lungro" con al centro uno scudo, sovrastato da una corona a nove torri, con la figura di un leone rampante su di uno scrigno a motivi ornamentali a fondo nero con quattro stelle. Lo scudo, inoltre, è circondato da due fronde di alloro e di quercia intrecciate.»
(Art. 3 c. 2 dello Statuto comunalecite-ref-25[25])
Lo stemma del comune di Lungro presenta una composizione simbolica: il leone rampante sopra ad uno scrigno con quattro stelle, rappresenta una comunità fiera di sé, mentre nel testo dello statuto comunale manca il riferimento a un elemento presente nello stemma e molto significativo: due coppe dalle quali scorre abbondante acqua che simboleggiano il mwaxitorrente Tiro e il Galatro che costeggiano il paese.cite-ref-26[26]
Onorificenze
Il mwaxk4 maggio mwaxo2007 Lungro è stata fregiata della denominazione di "Città del mwaxsRisorgimento", su proposta dello scrittore Giuseppe Martino autore di numerosi saggi storici, in virtù delle vicende storiche di cui la cittadinanza si è resa protagonista. Questa onorificenza è stata assegnata al paese mwaxwarbëreshë del mwax0Pollino come "Comunità Simbolo del mwax4Risorgimento italiano" per essere stata protagonista di una vera e propria epopea di questo periodo storicocite-ref-27[27].
Monumenti e luoghi d'interesse
Esistono due monumenti "alla memoria" su corso mwaykGiorgio Castriota Scanderbeg: il monumento dedicato ai Caduti ed il monumento dedicato ai Salinari.
Tra i luoghi di interesse naturalistici si può individuare Piano del Faggio, Piano del Minatore e mwazaPiano Campolongo, quest'ultimo si trova a circa 1.200 mwazemetri mwazis.l.m. ed è una delle porte di accesso al mwazmParco Nazionale del Pollino.
Alcuni punti panoramici come la strada "mwazuka udha" (salita mwazygjitonia sant'Elia) dalla quale si può scorgere l'intero paese e tutta la mwazcpiana di Sibari o Piazza Brego dal quale osservare il centro storico e i monti sopra di esso.
Cattedrale di San Nicola di Mira
• mwaaiCattedrale di San Nicola di Mira (mwaamQisha e Shën Kollit, mwaaqXVIII secolo), è la principale chiesa dell'mwaauEparchia di Lungro. La costruzione dell'attuale chiesa è del mwaay1721, dopo che il terremoto della fine del mwaacXVII secolo aveva distrutto quella preesistente, dedicata sempre a S. Nicola di Mira.
Chiesa di Santa Maria dell'Icona o di Costantinopoli
• Chiesa di Santa Maria dell'Icona o di Costantinopoli (mwaa8Qisha e Shën Mëria e Konxis, mwabaXVI secolo), sorge su una rupe in prossimità del mwabetorrente Tiro, che a quei tempi segnava il confine naturale del territorio tra Lungro e mwabiSaracena. È la prima chiesa edificata dagli albanesi in onore della Madonna Odigitria, molto venerata in Oriente. All'interno vi è custodita la prima testimonianza di iconografia bizantina su pietra che raffigura appunto la Madonna con Bambino. Molto interessante è il soffitto ligneo a cassettoni che allestisce la chiesa e che venne realizzato nel mwabm1663 da Angelo La Petra artista calabro. Di notevole fattura era anche il mwabqbaldacchino, trafugato anni fa, che incorniciava la preziosa icona. La sua edificazione posta sul confine nord-est del borgo medievale segna il termine dell'agglomerato urbano del borgo. Osservando la struttura urbana medievale si può notare come gli albanesi, oltre a insediarsi nella parte più alta del casale (mwabuka bregu), vollero edificare le proprie dimore anche in prossimità del borgo. Il tessuto architettonico di quel periodo si apriva, probabilmente, con il monastero di Santa Maria delle Fonti a sud ovest, e terminava a nord-est con la chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli. Il proseguimento di tale linea urbana oltre a dare maggiori garanzie di protezione agli albanesi, rendeva più fruibili le risorse idriche e territoriali del vicino mwabytorrente Tiro.
Chiesa di Sant'Elia
• Chiesa di mwab4Sant'Elia (mwab8Qisha e Shën Llirit, fine del mwacaXVII secolo), sorge su un punto che, probabilmente, fungeva da posto di vedetta per gli abitanti del piccolo borgo. Strategicamente la chiesetta dedicata a mwaceSant'Elia profeta, è posta su una splendida e suggestiva rupe che partendo dalle gole del mwacitorrente Tiro, si innalza vertiginosamente sopra la chiesa di Santa Maria dell'Icona e segna uno dei punti più alti dell'agglomerato urbano del paese. In prossimità dell'edificio, sul versante sud è possibile scorgere la grotta di mwacmSant'Elia, una profonda insenatura tra le pietre di interessanti peculiarità speleologiche ancora oggi inesplorate. Nel periodo del mwacqRisorgimento il culto del santo era molto praticato poiché mwacuSant'Elia veniva considerato il liberatore del popolo albanese di Lungro dalle repressioni borboniche. Alcuni versi in mwacyalbanese, i pochi tramandati fino ad oggi e che ancora si canta dai fedeli nella processione del Santo, furono scritti dal poeta Vincenzo Stratigò nel mwacc1852. Da allora il governo borbonico proibì la processione perché aveva intuito il significato rivoluzionario di quei versi che il popolo di Lungro cantava per inneggiare al santo battagliero invocando da lui la caduta del regime borbonico ed il ritorno alla libertà.
Chiesa di Santa Maria del Carmelo
• Chiesa di Santa Maria del Carmelo (mwacsShën Mëria e Karmunit, inizio mwacwXVII secolo) eretta nel mwac01608 come convento ebbe una fiorente attività culturale fino al 1808 quando venne chiuso e (per l'editto di Napoleone) fu adibito a cimitero. La chiesetta è dedicata alla mwac4Beata Vergine del Monte Carmelo e conserva la statua in legno della Vergine con il Bambino. Nelle due domeniche intorno al 16 luglio vi sono due processioni: la domenica prima del 16 luglio la Madonna viene portata all'alba dalla chiesetta in Cattedrale (dopo la veglia nella notte); il sabato sera vi sono i festeggiamenti laici (concerto, spettacolo pirotecnico), la domenica mattina un'imponente fiera si snoda per l'ex mwac8SS105 e in serata la solenne processione.
Cappelle
• Santa Maria delle Fonti (mwadmQisha e Shin Mëris e Ujravet), dell'importante mwadqmonastero di Santa Maria delle Fonti, non è rimasta nessuna testimonianza, tant'è che neanche i ruderi dell'imponente fabbricato, oggi, è possibile scorgere nel sito dove nel mwadu1156 venne edificato. Le calamità naturali come i terremoti e gli avventati interventi edilizi, non hanno lasciato traccia dell'importante edificio. Alcune recenti ricerche eseguite da uno studioso di Lungro hanno individuato, nei pressi del sito, la mwadycappella appartenuta al monastero. L'attendibilità di tale studio inedito, viene suffragata da molti elementi scientifici distintivi. Le misure della cappella, per esempio, si attestano, in maniera inequivocabile, alle tipologie di costruzione standard del periodo. I materiali usati e la disposizione delle finestre e dell'ingresso corrispondono all'orientamento che veniva dato alle cappelle costruite in Calabria tra il mwadc1000 e il mwadg1200. Della cappella, ad oggi, rimane unicamente un affresco della mwadkSanta Parasceve attualmente in esposizione nella sagrestia della mwadoCattedrale di San Nicola di Mira.
• San Leonardo, (Shin Linardi) sprofondata per problemi idrogeologici.
Architetture civili
Palazzi
• Palazzo De Marchis
• Palazzo Stratigò
• Palazzo Kabregu
• Palazzo Damis
• Palazzo Belluscio
• Palazzo Cucci
• Palazzo Vaccaro
Altri luoghi d'interesse
• Piazza mwae8XVI Luglio
• Piazza mwafeGaribaldi
• Corso mwafmSkanderbeg
• Kastjeli
• mwafcPiano Campolongo (all'interno del mwafgParco nazionale del Pollino)
• Piano del Faggio (all'interno del mwafoParco nazionale del Pollino)
• Piano del Minatore (all'interno del mwafwParco nazionale del Pollino)
• Fontana: Kroji Katundit nel rione Konxa
• mwaf8Torrente Tiro
Siti archeologici
• Ruderi di un castello medievale nella parte alta del paese (mwagmKastjeli):
Nel 1531 su iniziativa del barone Pescara di mwaguSaracena, signore del casale Lungrium negli anni 1531-1537 venne dato avvio ai lavori, su un punto strategico della città, per la costruzione di un poderoso castello che eretto su un promontorio di riferimento, dove probabilmente già esisteva un edificio baronale, e da dove era possibile controllare sia l’accampamento albanese, le mwagymwagcgjitonie, sia le numerose scorribande dei nemici, costituiva per il signore proprietario la principale vedetta militare oltreché la propria dimora abituale. Il castello di Lungro non esercitò, tuttavia, le sue funzioni strategico-militari per molto tempo. Anzi già nel 1538, come nota il De Marchis nel suo Breve Cenno Monografico-Storico del Comune di Lungro, venne acquisito dai signori di mwaggAltomonte che dopo aver riconquistato i diritti sul territorio e utilizzato la dimora feudale come posto di vedetta, ritennero proficuo adibirla ad abitazione civile rendendo un privilegio a qualche famiglia particolarmente fedele ai signori proprietari.cite-ref-28[28]
• mwag8Antica miniera di salgemma, archeologia industriale
Società
Evoluzione demografica
I primi dati sull'andamento demografico del paese vengono annoverati in "mwahmfuochi": nel mwahq1476 si registra la presenza di 17 mwahufuochi, nel mwahy1532 sono 51, nel mwahc1545 sono 77, nel mwahg1561 continua l'aumento demografico con la presenza di 101 mwahkfuochi, nel mwaho1595 sono 160, nel mwahs1648 si arriverà al massimo, ovvero 164 mwahwfuochi per diminuire nel mwah01669 in 131 mwah4fuochicite-ref-29[29].
mwaiqAbitantiAnno01000200030004000500060001800181518461861Popolazione
Abitanti censiticite-ref-30[30]
Gemellaggi
Religione
Rito bizantino
L'mwajcEparchia di Lungro è il fondamentale punto di riferimento per gli italo-albanesi continentali, e continua a custodire la tradizione religiosa, linguistica e l'identità culturale mwajgarbëreshë. L'Eparchia venne creata il 13 febbraio del mwajk1919 da mwajoPapa Benedetto XV e il primo mwajsEparca fu Giovanni Mele, cui succedettero Giovanni Stamati ed mwaj4Ercole Lupinacci. Attualmente è retta dall'eparca mwaj8Donato Oliverio. L'Eparchia preserva e tutela la lingua, gli usi, il patrimonio religioso e culturale della minoranza albanese d'Italia.
La spiritualità religiosa che lega le chiese degli mwakyarbëreshë a mwakcCostantinopoli è millenaria. L'mwakgEparchia di Lungro, istituita nel mwakk1919 per volere di mwakoPapa Benedetto XV, raggruppa sotto la propria giurisdizione la maggior parte delle chiese arbëreshë di rito greco-bizantino della provincia di Cosenza e alcune anche fuori dalla regione Calabria. La spiritualità arbëreshe, che fa riferimento al cristianesimo di tipo bizantino, si definisce nella profondità del rito, ricco di simbolismo e di suggestivi cerimoniali. Il mantenimento del rito ha coeso la civiltà arbëreshe tramandando le tradizioni popolari, i canti liturgici in mwakslingua greca e mwakwalbanese, gli usi e i costumi. Il ruolo che la Chiesa bizantina ha avuto in più di cinque secoli è stato di fondamentale importanza perché ha consentito ai propri fedeli di praticare il rito orientale e di mantenere e coltivare la propria lingua e la propria identità. È proprio il rito bizantino-greco che diventa elemento principale e cardine della conservazione del patrimonio della cultura e della tradizione albanese. La liturgia e tutte le celebrazioni religiose sono celebrate in mwak0greco e in mwak4albanese e, in rare occasioni, in mwak8italiano.
È importante ricordare tuttavia, le grandi difficoltà che hanno dovuto superare gli mwalearbëreshë nel preservare la propria identità, etnica e religiosa, dai continui attacchi della cultura dominante indigena (latina), volti a dissuadere i fedeli albanesi dalla pratica del rito orientale. Le differenze sostanziali tra il cristianesimo greco-bizantino e quello latino, si notano per il diritto canonico, che segue quello degli mwaliortodossi, per il calendario liturgico proprio e i cerimoniali orientali. La messa è quella di mwalmSan Giovanni Crisostomo che viene celebrata in lingua greca nelle funzioni solenni, in lingua albanese nelle funzioni quotidiane. Le peculiarità del rito orientale, inoltre, si evidenziano nei paramenti sacri, nella venerazione delle sante icone nonché nella struttura architettonica della Chiesa. Le particolarità suggestive del mwalqrito bizantino, si basano sui differenti cerimoniali che si praticano per i sacramenti dell'Iniziazione cristiana. mwaluBattesimo (mwalyPagëzim), mwalccresima (mwalgVërtetim) ed mwalkeucaristia (mwaloKungjimi) vengono somministrati insieme e la comunione viene fatta con il pane e con il vino. Molto suggestivo è il cerimoniale del mwalsmatrimonio e particolarmente mistiche e cariche di spiritualità sono le funzioni della mwalwSettimana Santa di Lungro (Java e Madhe), preparata dalla Grande e Santa mwal0Quaresima.
Tradizioni e folclore
Feste popolari
San Leonardo
La festa di mwamqSan Leonardo, celebrata il mwamu6 novembre, è importante per ciò che il santo ha significato per la mwamySalina di Lungro, egli era infatti stato scelto dai minatori stessi come loro protettore, tanto che negli anni tra il mwamc700 ed l'mwamg800 vi eressero una cappella in suo onore.
La festa patronale di San Nicola e kaminet (i falò)
Tra le feste della tradizione lungrese, quella certamente più importante è la festa patronale a mwamsSan Nicola di Mira (Shën Kolli) che si tiene il mwamw6 dicembre.
La festa patronale è celebrata insieme alla festa di altri due santi: San Francesco Saverio (Shën Frangji Saveri) e San Francesco di Paola (Shën Frangjisku). Nei giorni 3-4-5 mwam4dicembre di ogni anno, dopo la celebrazione del novenario, vengono accesi i mwam8falò: il 3 dicembre in onore di San Francesco Saverio (data in cui ricorre anche la sua morte), il 4 dicembre in onore di San Francesco di Paola ed il 5 dicembre (la serata più sentita dal popolo lungrese) in onore di San Nicola. Il 5 dicembre nella mwanaCattedrale ha luogo il vespro con, al termine, la benedizione dei pani e la distribuzioni di essi. Nella mattina del 6 dicembre si svolge la tradizionale fiera e nel pomeriggio la processione per le vie del paese.
Madonna del Carmelo
Un'altra importante festa viene celebrata nel periodo estivo in onore della mwanmBeata Vergine Maria del Monte Carmelo. Nelle due domeniche intorno al mwanq16 di luglio vi sono due processioni: la domenica prima del 16 luglio la Madonna viene portata all'alba dalla chiesetta in mwanuCattedrale (dopo la veglia nella notte); il sabato sera vi sono i festeggiamenti laici (concerto, spettacolo pirotecnico), la domenica mattina un'imponente fiera si snoda per l'ex mwanySS105 e in serata la Solenne Processione.
Java e Prigatorëvet
Nelle comunità mwankmwanoarbëreshe ed in particolare a mwansLungro, in questa settimana che ricorre dalla domenica fino al sabato precedente la prima la domenica di mwanwCarnevale (dodici giorni prima del mwan0mercoledì delle Ceneri), si ricordano i morti (si crede che mwan4Gesù Cristo abbia dato loro il permesso di uscire dai sepolcri o meglio di ritornare nel regno dei vivi come anime, per visitare i luoghi abitati in vita). A Lungro tuttora è viva la tradizione della "mwan8picihudhra" ovvero chiedere un’offerta per l’anima dei defunti; i bambini o persone bisognose bussando alle porte della "mwaoamwaoegjitonia" attendono venga donato del cibo o delle bevande «mwaoiPër shpirtën e prigatorëvet» ("mwaomper l’anima dei morti"); ringraziando si risponde al dono dicendo «mwaoqNglezot gjithë të vdekurit» ("mwaouPossano riposare in pace i morti"). Secondo la tradizione popolare i defunti fanno ritorno nella loro eterna dimora il sabato mattina, quando terminata la liturgia i fedeli si recano in processione al cimitero per far visita ai loro cari. Per tutta la settimana gli strumenti tipici del carnevale lungrese si "spengono". Alla domenica, detta mwaoy«e diella të lidhurvet» (letteralmente mwaoc"la domenica delle cose unite") le famiglie si riuniscono intorno alla tavola imbandita per ricordare ancora una volta i propri defunti per i quali si è pregato nei giorni precedenti, e da questo giorno ha inizio il mwaogcarnevale.
Il Carnevale
Il mwaosCarnevale (mwaowKarnivalli) a Lungro riveste una particolare importanza e desta grande interesse in tutto il comprensorio del mwao0Pollino. Le peculiarità etniche e folcloriche collocano questa festa tra gli eventi più importanti della tradizione popolare mwao4arbëreshë. Per le vie del paese al ritmo della classica mwao8fila lungrese si incontrano comitive di ragazzi e adulti e a ritmo percorrono le strette vie del centro storico. Queste comitive poi vengono accolte nelle case e viene offerto loro mwapavino e cibi casarecci, tutto allietato dal suono degli mwapeorganetti e delle mwapizampogne e intramezzato dagli antichi e famosi mwapmvjershë (poesie) della tradizione canora mwapqarbëresh. La vera particolarità del carnevale lungrese è data dall'improvvisazione; nessun vero calendario di eventi, solo la spontaneità dei gruppi di suonatori e delle mascherate singole o di gruppo che animano le vie del centro, per poi continuare nelle case o nei mwapukatoqi (cantine).
Il rito del fidanzamento e matrimonio
Il rito del fidanzamento e matrimonio (mwaporiti i kushqit e martesës), quindi il rito delle nozze presso gli mwapsarbëreshë, ha avuto sempre un suo particolare fascino e per il cerimoniale preparatorio e per la funzione religiosa. Naturalmente nel corso dei secoli è andato a modificarsi il prima e il dopo in alcune sfaccettature, mentre la cerimonia religiosa di mwapwrito bizantino è rimasta invariata. Queste descrizioni del matrimonio presso gli Albanesi d'Italia sono state scritte da Francesco Tajani in mwap0Historie albanesi del mwap41866.
Il rito del fidanzamento avviene in un giorno stabilito, quando lo sposo, con un corteo di uomini e di donne di tutto il suo parentado, si avvia per farne la conoscenza. I nuovi parenti lo ricevono con gioia. Le donne intonano un canto di lode, poi esse da un lato, gli uomini dall'altro, intrecciano una danza; lo sposo agli altri uniti, carotando a lei d'intorno le gitta nella madia l'anello nuziale, a sua volta la sposa lo raccoglie, e continuando nella sua occupazione lo tiene in fior di labbra. Indi il corteo si scioglie. Con questa pubblica formalità il nodo è divenuto indissolubile, la coppia ha scambiato un primo segno di amore, il paese intero lo sa, ardono già le tede, gli Albanesi non saprebbero spegnerle altrimenti che col sangue. Fino a quando non si preparano gli sponsali si usa che il giovane innamorato con gli amici a coro tutta notte al chiarore di luna, spiega coi canti albanesi sotto la finestra della sua bella gli spasimi della concepita passione, la inneggia, le tramanda i suoi sospiri, e perciò i canti erotici sono molto comuni. Non sempre però va bene: può capitare di ricevere addosso qualche secchio d'acqua. Anche se i due giovani si erano fidanzati, l'ultima parola spettava al padre della ragazza. Se il padre è d'accordo allora si fa il fidanzamento ufficiale (mwaqakushqia). Il giorno del fidanzamento viene indicato generalmente con "mwaqei qelljin artë" (portano l'oro) alla ragazza e non con "mwaqibejin kushqin" (si fidanzano). Infatti il rito del fidanzamento, oltre che incontro ufficiale tra le famiglie per il consenso al matrimonio, è caratterizzato dai regali in oro che il fidanzato e la sua famiglia donano alla ragazza. La regola diceva che il fidanzato doveva regalarle l'anello e la madre sia la collana che il bracciale. Prima dello scambio dei regali e quindi dell'ufficialità del fidanzamento si discute delle prospettive che il ragazzo può dare alla ragazza e della dote (mwaqmpaja) della ragazza. Anche dopo il fidanzamento i ragazzi possono uscire assieme solo se accompagnati dai genitori della ragazza o da qualche parente intimo. Fissata la data delle nozze, si fanno le pubblicazioni e si scelgono i testimoni (mwaqqkumbartë) che generalmente sono parenti o amici di famiglia. La settimana che precede il giorno del matrimonio, che si svolgeva di domenica, le famiglie ricevono le visite di parenti ed amici che portano i doni. Il giovedì la famiglia dello sposo manda a casa della sposa un canestro (mwaqukanistra) con abbigliamento e il costume albanese da sposa. La famiglia della sposa, invece, il sabato ricambia i regali inviando una guantiera (mwaqyspaza). La donna che porta quest'ultima guantiera percorre le strade che avrebbe fatto, il giorno dopo, il corteo nuziale. Le portatrici dei cesti ottenevano un compenso in denaro dal ricevente. Più era alto il compenso, più si erano apprezzati i regali ricevuti.
La mattina del mwaqgmatrimonio comincia il rito della vestizione con il costume albanese completo di tutti i suoi particolari. Il rito è abbastanza lungo, tanto che ancora oggi, quando uno perde tempo si dice "mwaqkvë stolit", cioè indossa il costume albanese. Quando la sposa è pronta, viene inviato il dolce nuziale (mwaqomastacualli) in casa dello sposo. Il corteo dello sposo può così muoversi per raggiungere la casa della sposa attraversando vie diverse da quelle che avrebbe percorso il corteo nuziale. Il primo a partire è il corteo dello sposo, seguito da quello della sposa. A capo del primo corteo c'e il padre dello sposo e un parente stretto, seguito poi dallo sposo con i due testimoni e gli invitati dello sposo. Subito dopo la sposa con il padre e gli invitati. Arrivati davanti al portone principale della chiesa lo sposo si ferma e attende l'arrivo della sposa, e si entra in chiesa dove li aspetta il papàs e dove avrà luogo la funzione. Usciti dalla chiesa il corteo si reca generalmente nella casa dello sposo. Durante il passaggio dei cortei era consuetudine lanciare confetti e monetine agli sposi da parte del vicinato o di conoscenti che non partecipavano al matrimonio. Arrivati sulla soglia della casa, ad attenderli c'e la madre dello sposo che cinge entrambi con una fettuccia elegante accogliendo la nuova coppia in casa. Iniziano allora i festeggiamenti con il vino migliore, conservato per l'occasione, e dolci tutti fatti in casa. Bisogna ricordare che le donne albanesi, al pari dell'uomo, esercitano dominio all'interno della casa.
Oggi, in linea di massima, il rito e le tradizioni del matrimonio sono gli stessi. Il rito del fidanzamento ha perso in parte di valore e da una cinquantina d'anni in pochi ci si sposa in costume albanese. Si sta perdendo anche l'usanza di andare a casa della sposa prima di recarsi in chiesa. Infatti spesso lo sposo attende la sposa direttamente in chiesa. La funzione religiosa è rimasta invariata.
Alcuni importanti termini sono: fidanzato e genero: "mwaq0dhëndërr", fidanzata "mwaq4nusja", suocero/suocera: "mwaq8vjehërr/vjehëra", nuora: "mwarae re", fidanzamento: "mwarekushqi", matrimonio: "mwarimartesë".
Il rito del Mate
Il rituale del mate (mwar4riti i matit) ha una radice proveniente dai flussi migratori che hanno portato molti albanesi di Lungro ad abbandonare il paese per sbarcare in mwar8America, specialmente in mwasaArgentina. Tra le usanze culinarie esclusive di Lungro, il rito del mate, rappresenta un grande esempio di contaminazione gastronomica e inclusione sociale. mwaseKungulli, contenitore incavo ottenuto da una zucchina accuratamente svuotata, mwasiPumbixhi, una specie di cannuccia di metallo e mwasmÇikullatera, il contenitore dove bolle l'acqua, sono accessori fondamentali del rituale. La preparazione del mate è molto semplice. Dopo aver posto mwasqÇikullateren sul fuoco e riscaldata l'acqua si prepara mwasukungullin all'interno del quale si mette un pezzo di brace, una buccia di arancia precedentemente essiccata, la mate si mette mwasypumbixhi e si aggiunge lo zucchero quindi si versa l'acqua calda e si consuma il contenuto aspirandolo chiaramente tramite mwascpumbixhin. L'atmosfera fa da cornice a questo rituale è quella invernale, quando i lungresi amano sedersi in cerchio vicino alla focolare (mwasgvatra), per gustare il mate, facendolo circolare di mano in mano in mwaskgjitonì o agli ospiti che bevono tutti nello stesso mwasopumbixh. Questa pratica circolare, ha attecchito in maniera istantanea a Lungro, una delle culle della cultura mwassarbëreshe dove la cognizione di circolarità è fortemente presente sia nel concezione del modo di vivere che negli ambiti architettonici. Questo elemento di notevole interesse socio-antropologico ha ulteriormente rafforzato i connotati della socialità ed ha contribuito a rendere ancora più solidi i principi della mwaswmwas0gjitonia arbëreshe.
Istituzioni, enti e associazioni
Ospedale Civile
L'Ospedale Civile di Lungro, iniziato a costruire nel 1967, terminato nel 1970 ed inaugurato l'otto dicembre del 1976 è un complesso realizzato con moderna soluzione architettonica, situato in contrada Carrocchia. La struttura si articola su quattro piani e sorge su un'area di 8000 m² su un'altura a 550 metri sul livello del mare, in una posizione panoramica dalla quale è possibile dominare con lo sguardo il massiccio dei monti a nord (mwatePollino) e la vasta mwatipianura di Sibari sino al mare Ionio a sud - est. L'Ospedale è stato fino a qualche anno fa un importante punto di riferimento per la sanità della zona e dei territori più vicini. Negli ultimi anni, con il piano di rientro del commissario alla sanità della mwatmRegione Calabria, il nosocomio è stato riconvertito in C.A.P.T. (Centro Assistenza Primaria Territoriale) e in "Casa della Salute".
Cultura
Istruzione
• Biblioteca comunale «Alberto Straticò»;
• Biblioteca della Cattedrale;cite-ref-31[31]
• Fondo Curia vescovile;
• Fondo privato Alfredo Frega;
• Fondo privato Famiglia Stratigò.
Scuole
• mwaumScuola Materna Statale
• Scuola Materna Paritaria "De Santoianni"
• mwauyScuola Primaria
• mwauoLiceo Scientifico Sportivo
Musei
• Museo Storico della mwavqMiniera di Salgemma: inaugurato nel mwavu2010 raccoglie cimeli, documenti, divise di chi ha lavorato all'interno dello stabile; trasferito nel mwavy2022 presso la sede dell'ex biblioteca comunale, in Corso Skanderbeg, viene inaugurato il mwavc14 maggio dello stesso anno e intitolato alla memoria del professore Giovan Battista Rennis, ideatore del museo.
• Museo Diocesano dell'mwavkEparchia di Lungro: inaugurato il mwavo1º novembre mwavs2015, ospita tutti i paramenti sacri dei vescovi che si sono succeduti nell'mwavwEparchia dalla sua istituzione, nel mwav01919, rilanciando gli oggetti della tradizione culturale e religiosa dell'mwav4Eparchia.
Media
Stampa
• mwawmLajme (Periodico dell'mwawqEparchia di Lungro)
• mwawyDIELLI - Il sole (Periodico di politica e cultura)
• mwawgIl Tiro (non più in uscita) mwawk- era un bimestrale battagliero pubblicato a Lungro nei primi anni mwawo1880 da Costantino Bellusci, direttore responsabile, e stampato a mwawsCastrovillari dalla storica tipografia di Francesco Patitucci. Aveva come sottotitolo "mwawwGazzetta del Popolo". Il foglio nei pochi anni di vita aveva raccolto i favori di una larga schiera di lettori di Lungro e non solocite-ref-32[32]. La prima pagina del 2 maggio mwaxe1882 mwaxi.
Costume
I tipici costumi femminili (mwaxkstolit) arbëreshe di Lungro sono ancora oggi indossati, sia dalle giovani che dalle più anziane. Ci sono due tipi di costumi femminili: uno usato per le feste e l'altro giornaliero. Il costume di gala è formato dai seguenti pezzi: due sottogonne (mwaxosutanina), una gonna pieghettata di raso rosso (kamizola) coi bordi intrecciati di filo d'oro (mwaxsgaluni), una gonna pieghettata di raso blu che viene raccolta a conchiglia e appoggiata sul braccio (mwaxwcofa), una camicia bianca merlettata (mwax0linja) un gilè corto azzurro tutto ricamato in oro (mwax4xhipuni), capelli divisi al centro, intrecciati con nastri e raccolti indietro nella "mwax8kesa", uno scialle di colore rosso per le donne sposate (mwayapani). Il costume giornaliero è l'abito giornaliero. È molto semplice ed è formato da: una gonna rossa pieghettata bordata di verde, una camicia bianca, un grembiule (mwayevandizini), un gilè nero con ricamo in bianco. Il costume albanese maschile si usa solo in occasione di manifestazioni religiose e folcloristiche. È formato da pantaloni bianchi (mwayibrekët të bardha) con strisce laterali rosse o blu e ricami in giallo, camicia (mwaymkëmish) bianca, gilè nero ricamato e cappello (mwayqkëleshi) bianco di lana a forma di tronco di cono.
Musica e canti
«mwaycI canti popolari albanesi, a dunque, sono espressioni individuali, materiati dei sentimenti del popolo, nutriti del patrimonio di ideale, che empivano di sé quell'età epica, quando tutto il popolo era cavaliere. Ma gli Albanesi la difesero con la spada e la eccitarono col canto, e quando le loro speranze furono troncate, molti abbandonarono la patria, fuggendo in direzioni diverse, e recando seco, poiché altro non potevano, le loro memorie e le loro canzoni, che rifiorirono nella terra dell'esilio. I canti amorosi ed elegiaci, che ci presentano un altro aspetto della vita, appaiono una scelta delle poesie più teneri ed eleganti che possegga la letteratura popolare albanese. Concezione chiara e squisita, sentimento fine e morbido, immagini pastose ed agili, c'empiono, ora di dolore ora di gioia, il cuore e le orecchie di musica gradita». Così scrisse il Marchianò sul popolo albanese, mettendo in luce quanto il canto fosse importante per la determinata etnia.
I canti (mwaykkëngat) degli arbëreshë di Lungro generalmente sono di quattro tipologie diverse:
• Canti epici che raccontavano le gesta di Scanderbeg e del popolo albanese;
• Canti d'amore;
• Canti sacri (come le mway4kalimere);
• Canti funebri.
Tra i canti più famosi ci sono: mwazeIll i bukur, mwaziKa mali, mwazmKostandini i vogëlith, mwazqVdekja e Skanderbeut, mwazuNgushti Moresë, Kopile moj Kopile.
Cucina
La gastronomia (mwazgtë ngrënit) arbëreshe trova a Lungro un interessante crocevia per degustare le specialità tipiche arbëreshe e mediterranee. A Lungro è possibile gustare la pasta fresca in tutte le sue forme: maccheroni (mwazkrrashkatjelt), gnocchi (mwazostrangulrat), lasagne (mwazstumac), spaghettini (mwazwfidhilt), bucatini (mwaz0hullonjrat), conditi da semplici salse al pomodoro fresco e basilico, oppure da sughi a base di carne di maiale o capretto.
Tra le specialità tipiche ha un posto di rilievo mwaz8mwa0aShtridhelat me fasule, una particolarissima pasta lavorata finemente a mano e condita con una mwa0esalsa al pomodoro e fagioli. È il piatto tipico di Lungro di origine albanese, in quanto non trova riscontri se non in altri paesi albanesi. La pasta, lavorata completamente a mano assume una forma particolare che si avvicina un po' a quella delle tagliatelle. Un altro piatto tipico è mwa0iDromsat a base di farina e acqua, condito con sugo di pomodoro fresco carico di peperoncino. Tra i secondi piatti, i funghi hanno un posto di prestigio per l'abbondanza del vegetale presente nel territorio montano. Tra le svariate ricette ci piace citare le più caratteristiche: funghi porcini con peperoni (mwa0mkëpurdhë me kangariqra), funghi e patate (mwa0qkëpurdhë me pataka). Prelibati sono inoltre i numerosi stufati di carne e peperoni: stufato di salsiccia e peperoni secchi (mwa0ustufatjel me saucicë), stufato di costolette di maiale e peperoni (mwa0ystufatjel me brinjaz derku). E poi la carne di maiale: le frattaglie (mwa0cdrudhezit), carne bollita (mwa0gcingaridhet), la gelatina (mwa0kpuftea), oltre ai prelibati salami di Lungro con il caratteristico aroma del finocchio selvatico che li rende inconfondibili. I formaggi, prodotti dai pascoli di alta quota, ricchi di erbe aromatiche, hanno guadagnato un posto di rilievo. Il tutto si accompagna con i robusti vini locali dei vitigni di Galzei (mwa0oGauxet) o con i raffinati vini D.O.C. del Pollino. I dolci, infine, in primis mwa0skulaçi, sfarzoso dolce nuziale a base di miele; i dolci di Natale, mwa0wgrispellet, mwa00xhuxhullet, mwa04kanarikulit, mwa08bukunotet; i dolci di mwa1aPasqua, mwa1enusezat, biscotti con farina (mwa1iviscote të pirvëluarë), olio e semi di anice, senza dimenticare la frutta secca dove primeggiano i famosi fichi di Lungro (mwa1mfiqë të bardha e kriqezit).
Eventi
A partire dal mwa1y2013 Lungro celebra la "mwa1cFesta del vino e dei sapori antichi del territorio", un'edizione (giunta alla quinta edizione nel mwa1g2018) che propone l'associazione culturale Acta Ungra il mwa1k27 dicembre di ogni anno nel centro storico. In questo evento viene proposta la rassegna enogastronomica che ha come tematiche la valorizzazione dei prodotti tipici e l'imprenditoria del settore, dando risalto alle produzioni agroalimentari ed artigianali, e con tanta musica.
Dal mwa1s2016, durante il periodo di Carnevale, la Proloco "Arberia" di Lungro celebra la "Rievocazione Storica dell'eroe albanese mwa1wGiorgio Castriota Skanderbeg", giunta alla sua terza edizione, per rievocare e ricordare le gesta dell'eroe albanese proseguendo i festeggiamenti con il famoso Carnevale Lungrese. Il nome dell'evento è stato intitolato "mwa10Skanderbeku: Prindi i Arbërisë" e viene svolta annualmente la domenica di mwa14carnevale.
Economia
Miniera di Salgemma
Nei pressi dell'abitato troviamo un'importante e profonda mwa2sminiera di salgemma. Il giacimento salifero di Lungro, citato anche da mwa2wPlinio il Vecchio, è stato la più grande ricchezza della mwa20Piana di Sibari sino al 1976, anno della chiusura. Il sale di Lungro veniva esportato in tutta la mwa24Calabria, in qualche altra regione d'mwa28Italia, e anche in mwa3aEuropamwa3e. La miniera di salgemma di Lungro diede lavoro a tantissimi lavoratori, che ogni giorno scendevano i 2000 gradini che portavano alle gallerie. Schematicamente la miniera di salgemma di Lungro era composta da un ammasso salino che aveva la forma di un cono rovesciato che si restringeva man mano che i salinari scendevano nei vari piani e livelli del sottosuolo. Il santo protettore dei salinari era mwa3iSan Leonardo a cui venne edificata una chiesetta che sprofondò per problemi idrogeologici. Nella storia della mwa3msalina c'è da ricordare il glorioso sciopero generale del 1969 che evitò la chiusura, rimandata a pochi anni dopo. Ma tanti sono i fatti e le vicissitudini che hanno accompagnato l'estrazione del sale. Dal 1976 la salina è stata abbandonata, fino al 2015 quando è iniziato il percorso di recupero e restauro ad oggi però inspiegabilmente fermo. Per ricordare i salinari della miniera di Salgemma è stato instaurato un palco-monumento (rappresentanti i minatori al lavoro) in Corso Skanderbeg, a fianco della villetta comunale. Fino a qualche anno fa ogni giorno a mezzogiorno, dal tetto del palazzo "ex-dopolavoro", suonava la mwa3qsirena, la stessa che accompagnava l'entrata dei mwa3uminatori in mwa3yminiera.
Agricoltura
A Lungro l'mwa30agricoltura sia per l'ambiente fisico, per la ristrettezza del territorio e soprattutto per la presenza della secolare miniera salifera, ha avuto un carattere collaterale, e nei secoli ha avuto preferenze per le colture della vite, dell'ulivo, degli mwa34ortaggi, degli mwa38alberi da frutto, della produzione ed imbottigliamento dell'mwa4aolio di oliva e del mwa4evino DOC.
Rüeping
Nei primi del '900 un'azienda tedesca, la Rüeping S.p.A. stipulò un contratto con il comune di mwa4qSaracena per il taglio e lo sfruttamento delle risorse boschive. Successivamente altre zone furono interessate dalla ditta come gli spazi montani di mwa4uLungro, mwa4yFirmo, mwa4cSan Donato di Ninea, mwa4gSan Sosti, mwa4kMormanno, mwa4oMorano Calabro, mwa4sVerbicaro. Oltre 600 persone lavorarono al disboscamento che durò fino agli anni '50 (zona di Palombaro - mwa4wSaracena) e tuttavia, ancora oggi permangono alcune tracce del periodo: il rifugio Palmenta (distrutto da un incendio nel 2014), tracce di binari (sulla strada che conduce da mwa40Piano Campolongo a Cardillo) che collegavano Piano Novacco con mwa44Piano Campolongo e teleferiche che trasportavano i tronchi alla frazione di Zoccalia (mwa48Saracena) da mwa5aPiano Campolongo. Dal primo decennio del 1900 fino al 1930 circa, furono distrutte oltre 100.000 risparmiandone solo pochi esemplari per ettaro. Una ferrovia forestale a mwa5escartamento ridotto (600mwa5i mm) arrivava alla mwa5mstazione di Spezzano Albanese Terme per la spedizione e l'imbarco dei tronchi al porto di mwa5qSibaricite-ref-33[33].
Sino al 2014 esisteva nei pressi del rifugio di mwa5oPiano Campolongo una costruzione risalente agli inizi del '900 utilizzata come deposito dai dipendenti dell'azienda Rüeping, divenuto poi rifugio (mwa5sRifugio Palmenta). A seguito di un incendio doloso, dell'edificio non è rimasto quasi nullacite-ref-34[34].
Artigianato
Icone
L'origine orientale e costantinopolitana delle mwa6qicone è stata, da sempre, un elemento a favore dell'imputata autenticità supportata, tra l'altro, da un testimone d'eccezione: il saccheggio di mwa6uCostantinopoli del mwa6y1204 da parte dei Crociati, in seguito al quale, iniziarono a circolare in Occidente un gran numero di icone e reliquie. Altro requisito, necessario per l'attribuzione dello "status", il potere di operare miracoli, non perché miracolose di per sé, ma perché, tramite di esse, si rende manifesta l'opera taumaturgica del Signore. Nelle chiese mwa6carbëreshë di mwa6grito greco-bizantino le Sacre Immagini trovano collocazione in uno spazio loro destinato, l'mwa6kiconostasi, che distingue il vima riservato ai celebranti, dalla navata destinata ai fedeli. Realizzate in materiale diverso da quello della struttura che le accoglie, le icone offrono ai fedeli di ogni livello culturale la possibilità di contemplare "quell'invisibile resosi visibile", oggetto di non poche argomentazioni patristiche, dimostrandosi detentrici di un linguaggio universale.
Infrastrutture e trasporti
Amministrazione
| Periodo | Primo Cittadino | Lista Vincente | Note |
|---|---|---|---|
| 1894 - 1905 | Nicola Irianni | | [ 35 ] |
| 1905 - 1907 | Costantino Cucci | | [ 35 ] |
| 1908 - 1910 | Ugo Strocchi | | [ 35 ] |
| 1912 - 1913 | Francesco Saverio Samengo | | [ 35 ] |
| 1914 - 1920 | Pietro Laurito | | [ 35 ] |
| 1920 - 1926 | Ambrogio Cortese | | [ 35 ] |
| 1943 - 1946 | Angelo Stratigò | | [ 35 ] |
| 1946 - 1952 | Martino Pasqualino | Sveglia (S.C.A.) | |
| 1952 - 1956 | Martino Pasqualino | Tromba (S.C.A.) | |
| 1956 - 1960 | Borrescio Vincenzo Verducci Giuseppe | Tromba (S.C.A.) | Dopo essere stato eletto pochi mesi prima, a Borrescio subentrò (non si sanno con preciso le cause) Verducci, membro del PCI e della lista elettorale TROMBA, che rimase in carica fino al termine del mandato |
| 1960 - 1965 | Blumetti Francesco Verducci Giuseppe | Tromba (S.C.A.) | Nel 1960 venne eletto Sindaco di Lungro Blumetti, salinaro e membro del PCI, che fece concludere il suo mandato da Verducci |
| 1965 - 1970 | Bellizzi Angelo | Due spighe (PSI-DC-PSDI) | |
| 1970 - 1975 | Iannuzzi Vincenzo | Sveglia (PCI-PRI-PSIUP) | |
| 1975 - 1980 | Iannuzzi Vincenzo | Sveglia (P.C.I. - P.S.I. - P.R.I.) | |
| 1980 - 1985 | Iannuzzi Vincenzo | Sveglia ( PCI - PSI) | |
| 1985 - 1990 | Iannuzzi Vincenzo | Sveglia ( P.C.I .) | |
| 1990 - 1995 | Iannuzzi Vincenzo | Sveglia ( P.C.I .) | |
| 1995 - 1998 | Iannuzzi Vincenzo | Sveglia (P.D.S.) | |
| 1998 - 2003 | Iannuzzi Vincenzo | Sveglia (P.D.S.- P.P.I) | Le elezioni si svolgono prima della scadenza naturale in quanto il Sindaco Iannuzzi decade, a seguito di sentenza della Magistratura, in quanto non eleggibile nel 1995 |
| 2003 - 2006 | Iannuzzi Vincenzo | Sveglia (DEM.SIN.- VERDI-MARGHERITA) | |
| 2007 - 2012 | Santoianni Giuseppino | Lungro nel cuore ( Lista Civica ) | Le elezioni si svolgono prima della scadenza naturale in quanto il Sindaco Iannuzzi decade a seguito di una mozione di sfiducia da parte del consiglio comunale. |
| 2012 - 2017 | Santoianni Giuseppino | Lungro nel cuore ( Lista Civica ) | |
| 2017 - 2022 | Santoianni Giuseppino | Lungro nel cuore ( Lista Civica ) | Il terzo mandato consecutivo è concesso secondo il "decreto Delrio " del 2014 [ 36 ] |
| 2022 - ad oggi | Ferraro Carmine | Rinascita ( Lista Civica ) | Al termine del turno elettorale i votanti saranno 1.624 su 2.661 elettori (61,71%), la lista "Rinascita" otterrà 844 voti (52,62%) e la lista "Lungro nel Cuore" 760 voti (47,38%). |
Sport
Per circa 15 anni (dalla stagione 1980/1981 alla stagione 1994/1995) a Lungro prese vita una squadra di calcio dilettantistica, l'mwbi0AS Lungro. Il colore sociale era il rosso, mentre il "simbolo" era un'aquila bicipite (che richiamava la bandiera mwbi4Albanese, essendo Lungro comunità mwbi8arbëreshë). La squadra ebbe il massimo risultato approdando e al campionato di mwbjaPrima Categoria, restandoci sei stagioni (dopo sei stagioni in mwbjeSeconda Categoria e tre in mwbjiTerza Categoria senza mai retrocedere). Dal 1995, venendo a mancare la disponibilità del campo da gioco, la squadra non è stata iscritta ad un campionato dilettantisticocite-ref-37[37]. Agli inizi degli anni mwbjc2000 venne rifondata la squadra (con il nome di mwbjgPolisportiva Lungro), ripartendo dalla mwbjkTerza Categoria disputò quattro stagioni nel vecchio impianto sportivo; dopo questa breve parentesi, complice la totale indisponibilità del campo, la città non ebbe più una squadra calcistica.
Il mwbjs17 giugno mwbjw2016 nasce l'mwbj0ASD Polisportiva Lungro con l'intento, riuscito, di creare un settore giovanile di mwbj4calcio a 5.
Il mwbka16 settembre mwbke2019 nasce la mwbkiPolisportiva Arberia, squadra di mwbkmcalcio a 11 militante in mwbkqTerza Categoria, in rappresentanza dei tre comuni mwbkuLungro, mwbkyAcquaformosa e mwbkcFirmo con sede in quest'ultimo.
Note
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Bibliografia
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Voci correlate
• mwbg4Eparchia di Lungro
• mwbhaRito bizantino
• mwbhiArbëreshë
• mwbhqParco nazionale del Pollino
• mwbhyGjergj Kastrioti Skënderbeu
• mwbhgSalina di Lungro
• mwbhwTorrente Tiro
• mwbiaPiano Campolongo
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• mwbiuAssociazione ACTA UNGRA, su actaungra.com. URL consultato il 26 giugno 2017 (archiviato dall'url originale il 18 settembre 2017).
• mwbicComune di Lungro - Bashkia e Ungrës, su lungro.gov.it. URL consultato il 27 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
• citerefcomune-di-lungroComune di Lungro, su siusa.archivi.beniculturali.it. URL consultato il 6 giugno 2021.
• mwbioEparchia di Lungro - Eparki e Ungrës, su lungro.chiesacattolica.it.
• mwbiwUngra - Sito arbereshe di Lungro (CS), su ungra.it. URL consultato il 6 giugno 2020.
• citerefnicola-bavasso-2004Nicola Bavasso, Ungra Katund i Arbërisë, su arbitalia.it. URL consultato il 30 maggio 2021.